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LEGGE DI BILANCIO 2026

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Legge 30 dicembre 2025, n. 199

Dopo un lungo percorso di confronto e modifiche, la legge di bilancio 2026 è stata approvata sul finire dell’anno. Si tratta di una manovra improntata alla prudenza, segnata dalla necessità di mantenere equilibrio nei conti pubblici e di operare entro margini finanziari molto ristretti.

Andiamola a vedere per macro tematiche:

Fisco e investimenti

Tra le novità principali figura il taglio dell’Irpef per il cosiddetto “ceto medio”, con la riduzione dell’aliquota dal 35% al 33% per i redditi fino a 50mila euro. Viene accolto con favore anche il rifinanziamento della Nuova Sabatini, strumento che facilita l’accesso al credito e supporta la modernizzazione dei macchinari aziendali.

Più critico invece il quadro delle detrazioni edilizie ed energetiche: la progressiva riduzione degli incentivi, avviata nel 2025 e destinata a proseguire nel 2026, rischia di penalizzare un comparto già messo alla prova dalle oscillazioni normative degli ultimi anni. L’assenza di una nuova agevolazione per la sostituzione delle caldaie a gas, misura che nel 2024 aveva favorito il rinnovo degli impianti obsoleti, viene considerata un ulteriore elemento di incertezza che frena gli investimenti.

 

Innovazione e Transizione

Permangono dubbi anche sulla gestione degli incentivi all’innovazione, in particolare per Transizione 5.0. I continui cambi di impostazione, le risorse insufficienti e la cancellazione delle maggiorazioni green rendono la misura poco efficace, nonostante l’ampliamento dei beni agevolabili. Per Transizione 4.0 sono stati stanziati 1,3 miliardi di euro per coprire le richieste eccedenti, ma non è garantita la copertura totale degli investimenti già effettuati. Manca inoltre un meccanismo che permetta di trasferire gli investimenti non finanziati verso il nuovo superammortamento. L’incertezza normativa, in questo ambito, rischia di rallentare la crescita e bloccare progetti già programmati.

 

Liquidità e costi per le imprese

Positiva l’eliminazione dei limiti alla compensazione tra debiti previdenziali e contributivi e crediti fiscali, che avrebbe altrimenti immobilizzato risorse utili alla liquidità aziendale. In senso opposto va invece la nuova ritenuta d’acconto nelle transazioni tra imprese, che potrebbe comprimere ulteriormente la liquidità, soprattutto per le realtà più piccole. Desta preoccupazione anche l’aumento dell’accisa sul gasolio, che incide in particolare sugli autotrasportatori esclusi dai rimborsi.

 

Lavoro, contrattazione e welfare

Le misure fiscali e contributive delineano un intervento articolato a sostegno del lavoro e della contrattazione collettiva. Innovativa l’introduzione di un’aliquota sostitutiva del 5% sugli incrementi retributivi riconosciuti nel 2026 ai dipendenti del settore privato, misura che favorisce i redditi medio-bassi, pur con alcune complessità applicative. Viene inoltre confermato il rafforzamento della detassazione dei premi di risultato e delle indennità legate a turnazioni, lavoro notturno e festivo, strumenti utili a sostenere il potere d’acquisto senza aumentare strutturalmente il costo del lavoro.

 

Per ogni ulteriore informazione o chiarimento non esitare a contattare gli uffici di Confartigianato Udine Servizi sul territorio.

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